
Il quotidiano dei Vescovi, Avvenire, dedica un editoriale al nuovo iPhone 5 senza nascondere le preoccupazioni legate al fenomeno che si è scatenato attorno al nuovo melafonino. Un «superprodotto su cui riflettere persino con urgenza», il giornale invita a riflettere sul fatto che «la corsa all’ultimo modello e la supremazia simbolica della mela morsicata stiano producendo nuove forme di disuguaglianza e una sorta di “razzismo tecnologico” che discrimina chi non possiede l’iPhone».
“Dispositivi come il nuovo iPhone sembrano realizzare il sogno prometeico di un controllo della realtà attraverso la tecnologia”.
“in un mondo in cui il pensiero dominante tende a rifiutare la religione in nome della ragione, paradossalmente” i nuovi dispositivi “riaccendono la fiducia nella magia: come la bacchetta magica (un tipico dispositivo touch, estensione del braccio umano) era in grado di produrre immediatemente apparizioni, trasformazioni, eliminazioni, così lo smartphone, protesi ubiqua e sempre attiva, sempre più leggera e maneggevole e quasi trasparente, ci consente di azzerare l’intervallo tra desiderio e realizzazione”.
Forse è vero che ultimamente la tecnologia riesce a fare cose che sembrano quasi magia, ma da qui a “riaccendere la fiducia nella magia” il salto mi sembra un po’ grosso. Poi non penso che la guerra legale tra Apple e Samsung si sposterà mai fuori dai tribunali, con utenti Android e utenti iOS schierati sul fronte pronti ad uccidersi per convertire gli infedeli, cosa per cui sono state fatte le crociate qualche centinaio di anni fa.
Come sempre la Chiesa si pone contro il progresso, ma cosa potevamo aspettarci da un’istituzione che ha dato ragione e a chiesto scusa a Galileo Galilei nel 1990?
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1) Non mi risulta che Chiara Giaccardi sia il Papa.
2) Non mi risulta che l’iphone 5 sia “il progresso”.
3) La tecnodipendenza e la magia non sono poi così differenti: entrambe tolgono poteri e responsabilità all’uomo per darli all’oggetto esterno, disabituandolo ad avere a che fare con ciò che fanno gli apparecchi/le magie. Poco importa che una sia reale e l’altra no, sinceramente ad un ragazzino che non impara l’inglese perché l’iphone traduce per lui (è un’ipotesi, non so se esistano programmi decenti tutt’ora) ne preferirei uno che non lo fa illudendosi di poter trovare un incantesimo che faccia le cose al posto suo. Il secondo sarà costretto a ricredersi, per lo meno.
4) L’autrice è sicuramente parecchio eccentrica e fantasiosa, ma di certo non sbaglia: il fatto che si tenda ad affidarsi su questi apparecchi deve far riflettere, ma bisogna riflettere soprattutto su come far capire che esiste un uso buono ed uno meno buono, e che non ci si può sottomettere ai capricci di una macchina.
1) Lei non è il Papa, ma lavora per Avvenire, il giornale della Chiesa, quindi la voce del Papa. Negarlo equivale a dire che le notizie di rete4 non sono pilotate da Berlusconi.
2)in quanto nuovo strumento tecnologico rappresenta il progresso nel settore degli smartphone, ma anche dal punto di vista ingegneristico, visto che hanno reso tutto più piccolo
3)Se i ragazzini non imparano l’inglese è perchè a scuola non ce lo insegnano, ho 24 anni, e uscito dal liceo non sapevo nulla d’inglese. Con i dizionari gratuiti presenti su smartphone ho la possibilità di tradurre una parola ovunque tu sia, e se una parola la usi la impari.
Per la tecnodipendenza: è vero esiste, anche perchè ormai è necessaria, ma ci sono problemi ben più grandi di cui dovrebbe occuparsi il giornale ecclesiastico, data la grande risonanza che possiede
Se poi invece di condannare la tecnologia paragonandola alla magia (dopo le streghe vogliono bruciare anche scienziati e ingegneri?), l’accogliessero come dono divino, probabilmente la crisi della fede sarebbe più lieve.
4)La macchina è costruita per servire l’uomo e per facilitare la vita, come già detto ci sono problemi più grandi su cui riflettere, di sicuro iPhone 5 non crea problemi, semmai li risolve
1) A parte che è il giornale della CEI e non della Santa Sede, dubito che il papa passi il tempo a pensare agli editoriali di Avvenire sulla tecnologia, e quando un giornalista di Rete 4 dice qualcosa a proposito di qualcos’altro affermo che sia stato il giornalista (o al massimo Rete 4) a dirlo, non certo Berlusconi. Se non capisci che significa sarai evidentemente al livello di molti giornalisti italiani, e non è un complimento (penso che tu sia comunque più in buona fede, ad ogni modo)
2)Non mi pare che l’articolo considerasse l’aspetto tecnologico, e per “progresso” scritto così nel nulla di solito si intende altro. Lo so che sono pignolo, ma sono fatto così.
3)Quello sull’inglese era un semplice esempio, penso si fosse capito di che stavo parlando. Ci sono problemi più importanti? Penso che su Avvenire si parli anche di quelli, lo leggo raramente quindi non ti so dire di più. Sinceramente non vedo perché non dovrebbero parlare anche di questo, però, mi pare lo abbiano fatto soprattutto perché era uno degli argomenti del momento. (e no, nessuna caccia alle streghe, non mi pare si sia proposta qualche misura “contro” lo smartphone, ma una semplice riflessione. Che io aggiungo sarebbe anche necessaria, è innegabile che certi strumenti vengano spesso abusati)
4)Sul fatto che non crei problemi ho i miei dubbi, culturalmente sta creando un cambiamento, ed i cambiamenti non sono mai del tutto positivi, né del tutto negativi, soprattutto in certi ambiti. E le macchine rendono facilmente schiavi, soprattutto se prima di iniziare ad usarle non facevi le stesse cose senza.
Che poi ci siano cose più importanti, come già detto, sono d’accordo. Ma tu non avevi cose più importanti di cui parlare, qui, piuttosto che del “Papa contro iphone 5″? Sei sicuro che il tuo tempo non potesse essere impiegato meglio?
Hai scelto di parlare di questo, avrai i tuoi motivi
Se non capisci che l’informazione in generale viene pilotata dai soliti al potere mi sa che sei tu ad essere al livello dei giornalisti.
ho scelto di parlare anche di questo perché leggere di “fiducia nella magia” che distoglie dalla religione in favore della ragione nel 2012 mi fa accapponare la pelle. il discorso della giornalista è da medioevo, ed è questo il motivo per cui sempre meno giovani frequentano le chiese, sono fermi a quasi un millennio fa come mentalità, e sparando sempre a zero su qualunque cosa sia nuova di certo non li avvicinano, perchè il cambiamento è parte della vita, con pro e contro. come ho scritto nell’articolo ci hanno messo 400 anni ad accettare che sia la terra a girare intorno al sole, continuare ad accettare le novità scientifiche e tecnologiche a questi ritmi non so quanto sia positivo.
Ah beh, in un articolo del genere infatti c’è una grande manipolazione dietro, così tanta che nemmeno offre la conclusione. Ma a te chi ti manipola? Chi ti convince a scrivere A per B? Chi ti costringe a scrivere un titolo fuorviante mentre potresti dire le cose come stanno oggettivamente, senza specularci sopra?
Il discorso può essere da medioevo quanto ti pare (e sinceramente non vedo dove lo sia, serviva solo a fare un paragone).
Ad uno che crede, poi, che la Chiesa abbia accettato alternative al geocentrismo dopo 400 anni (quando di fatto è ormai scientificamente certo, con tutti i limiti dello “scientificamente”, vabbè, che si sbagliava Tolomeo ma anche Copernico, in un certo senso) quando invece già aveva accettato Newton, Keplero e Einstein non vedo perché dovrei rispondere.
(sì, dopo Galileo l’astronomia è andata avanti, e senza i testi infarciti di errori del suddetto probabilmente non ci avrebbe messo molto di più, le sue spiegazioni sulle maree e sulle comete non stavano in piedi nemmeno ai tempi).
Se poi pensi che la Chiesa sia avversa alla tecnologia è evidente che tu abbia un’esperienza molto più limitata della stessa, personalmente ritengo che nelle parrocchie di apparecchi ultra-tecnologici ce ne siano già troppi, mentre quei soldi potrebbero essere spesi per altro (ho letto di parrocchie in cui addirittura fanno catechismo col PC, poi è meglio non parlare dell’attrezzatura privata che riesce a tirar su qualche parroco). Non so, poi, se Avvenire abbia lanciato una campagna contro iphone 5 ed Apple, ma ne dubito, visto che pure loro le versioni digitali le hanno.
abbiamo due visioni differenti, inutile continuare a discutere. molti altri giornali e siti del settore e non hanno ripreso la notizia nello stesso modo in cui l’ho fatto io.